Archivi del mese: febbraio 2015

Adottare un Cavalier King adulto

 

 

A volte capita in un allevamento di essere costretti a dar via qualcuno dei propri cani, come può capitare a qualche privato di dover dar via il proprio cane per problemi personali. In allevamento si è a volte costretti dalle normative che non permettono di tenere più di un tot di cagnolini e quindi ci si vede obbligati talvolta a trovare una sistemazione per alcuni di loro…Dico sempre a tutti che i cani sono come le persone,anche se tutti della stessa razza ci sono quelli con cui hai un feeling particolare e altri a cui vuoi bene comunque ma manca quel feeling. Ovviamente sono questi secondi a cui si troverà un altra sistemazione e non i primi…I motivi possono essere diversi:perchè la cagnolina è sterile e quindi non adatta alla riproduzione,perché abbiamo deciso di rinnovare la linea di sangue dell’allevamento,perché ha fatto le  cucciolate che si fanno fare in allevamento e si cerca quindi una nuova sistemazione per far spazio a un altra cagnolina più giovane(di solito queste cagnoline hanno 5 anni e non di più). Ovviamente qualsiasi allevatore sarebbe ben felice di poter tenere tutti i propri cani perché c’è una storia dietro ognuno di loro,ma ci si rende anche conto che poi non sarebbero tenuti come meritano perché troppi cani da seguire significa poche attenzioni da dare ad ognuno di loro e meno spazio. Si inizia quindi la ricerca dei nuovi proprietari ideali che viene svolta in maniera seria e scrupolosa. Ma a cosa andrà incontro chi adotta?

Nel nostro specifico caso i cavalier king del nostro allevamento trascorrono le loro giornate in giardino tutti insieme,insieme ai nostri boxer,al nostro pastore tedesco ad altri cani anziani e cuccioli. Sono quindi perfettamente socializzati con tutti gli altri cani,non ne hanno paura e sanno come comportarsi con essi..ciò vuol dire che chi adotta uno dei nostri cavalier king adulti prende un cane che potrà portare al parco senza alcun problema e che giocherà con tutti(cuccioli,anziani e cani grandi). Le porte di casa nostra sono ben o male sempre aperte e loro entrano ed escono a piacimento,la notte hanno una stanza riscaldata tutta per loro. Le regole qui da noi sono quindi quelle che si sporca solo fuori e non in casa né tanto meno dove si dorme. Ovviamente se voi avete un appartamento  la nuova educazione sarà un po’ più difficoltosa…il cane dovrà infatti abituarsi che si sporca solo negli orari della passeggiata e non quando vuole. Inoltre gli allevatori(almeno quelli seri perché un allevatore che si dica tale e vive in centro città in un appartamento per me non è un allevatore ma un “canaro” a cui non interessa il bene psicofisico del cane ma solo il buisness)quindi il cane conoscerà poco dei rumori della città e vi si dovrà abituare gradualmente.

Considerate che per vedere il vero carattere del cane che avete adottato(che si tratti di un cavalier king o di un altra razza)ci vorranno dai 30 ai 60giorni. Il cane vi sembrerà avere paura di tutto e vi chiederete”Mamma mia povera bestiola ma cosa gli hanno fatto??”. Vi assicuro che il vostro cane(salvo rarissime eccezioni)ha condotto una vita perfettamente normale,è solo il cambio di branco e di abitudine a renderlo teso,nervoso e pauroso. Oltre a dare cani in adozione ho anche io adottato,sia cani di appartamento sia randagi per strada e vi assicuro che l’atteggiamento è stato lo stesso per tutti.

Il cane che cambia casa da adulto,specie se si tratta di un cavalier king,avrà innanzitutto bisogno di tempo per conoscere voi..per capire chi siete e cosa volete da lui. E’ chiaro che sarà uno stress per lui perché improvvisamente vedrà mancare tutte le sue certezze e le sue abitudini,mentre un cucciolo si abitua nel giro di 15 giorni per un cane adulto il tempo sarà maggiore.Il tempo di cui avrà bisogno per imparare i nuovi ritmi per i bisogni sarà invece minore rispetto a un cucciolo perché saprà trattenere i suoi bisogni e sarà già abituato a farli fuori casa. Nel giro di un mese se lavorate bene dovreste avere un cane che sporca sempre fuori. Considerate inoltre che,sempre se preso in allevamento(siamo sempre più rigidi nell’educazione rispetto a voi),non avrà vizi di salire sul divano o sul letto quindi potrete approfittare di ciò per mantenere tale educazione oppure decidere più in la di viziarlo un po’.

E’ più difficile tutto questo discorso se si parla di maschi,stalloni,presi in allevamento…in questo caso è d’obbligo per l’80%dei casi il giardino perché saranno abituati a marcare il territorio ed è dura levare questo vizio specie per una persona non pratica.

Normalmente l’età di questi cani va dai 2 ai 5 anni,considerando che un cavalier king arriva fino a 15 anni, se sano e se non va incontro a incidenti,si prende un cane che ha ancora tutta una vita da vivere e che non ha nulla da invidiare a un cucciolo. Vi avverto che comunque non è cosa facile che un allevatore dia via i suoi cani e di solito preferisce darli a parenti o amici,oppure a chi ha già preso un cucciolo da lui perché vuole essere più che certo che vadano a stare bene e di poterli rivedere,ma queste regole che ho scritto valgono un po’ per tutti i Cavalier king in cerca di casa.

Considerate che non vale lo stesso discorso per tutte le razze,un cavalier king adulto si può adottare senza pensieri perché si tratta di cani buonissimi,lo stesso non può valere per altre razze, anche se di piccola taglia, perché potrebbero essere mordaci o aggressive. Se siamo da soli possiamo permetterci tale rischio ma se abbiamo dei bambini pensiamoci bene. Magari stiamo adottando un angelo,come potrebbe essere un cane che viene dato via perché problematico(cosa che avviene spesso). Sono frequenti le storie di cani stra-viziati che poi vengono dati via con svariate scuse perché i padroni non li sopportano più ma si guardano bene dal dirlo…e chi li adotta si ritrova un cane-problema non indifferente e se non si è pratici può diventare davvero un incubo.

Anche per quanto riguarda il Cavalier King c’è da dire che se preso in allevamento avrà tutte le caratteristiche sopra elencate,altrimenti potrebbe solo somigliare esteticamente a un cavalier king e non averne il carattere…insomma se il cane che andiamo ad adottare non ha uno straccio di documento potremo essere fortunati o meno,la cosa andrebbe vista caso per caso ed è mio dovere scriverlo per non incentivare facili adozioni.

Magari più in là approfondiremo ulteriormente l’argomento!

Il Cavalier King e la syringomielia

Negli ultimi anni si è sentito molto parlare della syringomelia e malformazione di Chiari. Tanto è stato detto e scritto,a volte anche a sproposito.Tanta è la disinformazione a mio avviso mirata a fare inutili risonanze magnetiche,un po’ speculando sulle ansie di chi vuole solo il bene del proprio cane.Una risonanza magnetica ha infatti un costo ed è successo diverse volte a persone di mia conoscenza di averla fatta per dei sintomi quasi inesistenti…risultato ovviamente negativo ma un bel pò di soldi buttati via per nulla.

Cosa sono dunque la syringomielia e malformazione di Chiari?

La siringomielia –  è una patologia neurologica  per cui non esiste ancora una cura(né ovviamente un test genetico che si può fare sui dna dei riproduttori per essere certi di non averla nelle proprie linee di sangue)

Si tratta di una malattia che può essere congenita,oppure dovuta a trauma,a problemi infiammatori o a tumori. E’ caratterizzata dalla formazione di una cavità  chiamata ‘siringa’ nel tronco encefalico o nel midollo spinale a livello del collo.

Il Cavalier King Charles Spaniel,il bassotto,lo shitzu,lo yorkshire,il volpino di pomerania,il carlino,il barboncino,boston terrier ecc sono fra le razze piu’ soggette a presentare la siringomielia.  Essi infatti  hanno una particolare conformazione anatomica del cranio : la parte posteriore della teca cranica e la parte iniziale del canale cervicale e’ piu’  stretta che nelle altre razze  e’ cio’ favorisce la formazione di questa patologia(malformazione di Chiari).

Come riconoscerla?

Se il nostro cane è affetto da syringomielia ha dolore,moltissimo dolore e questo è ciò che la contradistingue da un comune strappo o da un comune torcicollo. Il cane non riesce a muovere la testa senza piangere.La patologia può avere diverse sedi,se è a livello cervicale il cane presenterà tetraperesi,dolore cervicale,scoliosi e torcicollo cronico.Se invece la patologia si ha livello cervico-toracico il cane si gratterà continuamente il collo e la spalla,vi sarà atrofia dei muscoli cervicali e degli arti anteriori con relativa debolezza. Il cane inciamperà continuamente,la testa sarà tenuta bassa e l’equilibrio sarà precario.

La Siringomielia normalmente compare entro i primi tre anni di vita dell’animale.

L’unico esame che può confermare la diagnosi di siringomielia è  appunto la Risonanza Magnetica.

C’è da dire che questa patologia è molto più diffusa in Inghilterra e nei cani dell’est(quindi quelli importati e venduti nei negozi o da veri e propri “canari”che riempono il web dei loro annunci di cani a 300 euro).In Italia i casi sono ancora pochi per fortuna e di molti non si ha nemmeno la certezza sull’origine(congenita o traumatica?). Pare invece che il 90% dei cani delle razze sopra elencate(quasi tutte le razze con testa tonda)presentino la malformazione di Chiari ma che non vi sia poi mai un insorgenza di siringomielia.

Si tratta senza ombra di dubbio di una delle patologie più infami(passatemi il termine)del mondo cinofilo,perchè anche facendo risonanze magnetiche a tutti i propri cani non si ha comunque la certezza di produrre cuccioli sani al 100% perché non sappiamo come stava messo il trisnonno né abbiamo controllo su eventuali zii di chissà quale grado. Posso dunque solo consigliarvi uno,di non entrare nel panico appena il vostro cane si gratta(i cani si grattano spesso)o se ha un po’ di dolore a una zampetta o al collo,la siringomielia non lascia adito a dubbi il cane prova un dolore fortissimo per mesi.  Due di rivolgervi sempre ad allevatori che non usino consanguineità,che abbiano cani sani e che facciano tutti i test che sono d’obbligo per la razza. Chi prende tutte queste accortezze non userebbe mai come riproduttore un cane affetto da siringomielia e in oGni caso vi accorgereste subito che è malato. Tre non prendente  Cavalier King da chi vi mette solo in mano il cane e non vi fa vedere né i genitori né uno straccio di documenti. Un allevatore serio è fiero di farvi vedere tutti i documenti dei suoi cani,tutti i test fatti e ha piacere nel creare un rapporto con voi perché è certo che i suoi cani sono sani. Diffidate da chi invece scompare e vi fa poche domande perché le fregature sono sempre lì dove non potete più rintracciare chi vi ha venduto il cane.

Siamo tutti in attesa che la medicina scopra qualcosa di più su questa terribile malattia per poter effettuare test seri sui nostri cani ed essere certi al 1000%1000 dei nostri cuccioli. Ma siamo anche coscienti che se non esistono per noi esseri umani tanti test è forse un po’ pretenzioso chiedere tanto per i nostri amici a quattro zampe…e che quindi forse dovremmo attendere molto.

 

Cuccioli Cavalier King Prenotabili

Cucciolata blenheim cedibile a fine marzo 2015. C’è ancora un maschietto prenotabile. I cuccioli verranno ceduti completamente vaccinati,con microchip,iscrizione anagrafe canina,libretto sanitario e pedigree italiano ENCI. I genitori dei cuccioli sono testati per le cardiopatie,lussazione della rotula,sindrome caduta episodica e sindrome dell’occhio secco. Documentazione visibile,genitori visibili in allevamento.

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Il Cavalier King e la riproduzione

 

 

Questo articolo è dedicato a tutti i possessori di una femminuccia di cavalier king!Molti ci chiamano o ci scrivono perché desiderosi di trovare marito alla loro amata Cavalier King e quasi tutti hanno difficoltà a orientarsi in un mondo di informazioni che spesso si contraddicono l’una con l’altra.

Se avete deciso per questo grande passo sono svariati i consigli che possiamo darvi. Prima di tutto dovete aver chiaro nella mente che una cucciolata è una grande responsabilità.Si è responsabili della salute dei cuccioli che nasceranno e delle famiglie che adotteranno i piccoli. E’ quindi fondamentali che la vostra cagnolina provenga da un serio allevamento dove sono stati effettuati test sulla salute dei suoi genitori,non è sufficiente che lei sia apparentemente sana per essere certi che lo saranno anche i cuccioli. Dunque se siete certi della sua provenienza potete limitarvi ad effettuare un ecocardio e un esame per la lussazione della rotula. Altrimenti sarebbe il caso di fare anche il test su dna della sindrome della caduta episodica e quella per l’occhio secco.

Una volta certi del suo stato di salute si va a cercare il “principe azzurro”. Ovviamente per la ricerca di quest’ultimo si devono richiedere le medesime certificazioni,ma considerando che quasi tutti gli allevatori(degni di tale nome)operano questi controlli sui loro maschi non avrete difficoltà nel trovare un marito con la M maiuscola per la vostra cavalier king. Come prima cosa a questo punto prendiamo contatto con l’allevatore di nostro interesse,ci chiederà(se serio)di visionare il pedigree della nostra cagnolina. Questo gli servirà per individuarne la linea di sangue e consigliarvi il maschio più adatto a lei. Eh si signori miei perché non è che un maschio vale l’altro!Un allevatore conosce per filo e per segno le linee di sangue della razza che alleva e sa come è più giusto mischiarle per avere dei cuccioli sani ed equilibrati sul punto di vista caratteriale.E’ facile che vi chieda anche informazioni sul carattere della vostra Cavalier KIng per valutare quale maschio gli si addice meglio(stiamo sempre parlando di allevatori seri e non di canari a cui interessa solo il lato economico della questione).

Una volta trovato un accordo si aspetta che la cagnolina vada in calore,ai primi giorni di calore si contatta l’allevatore e si va a fare la monta quando il nostro veterinario ci dirà che la cagnolina è fertile e può essere accoppiata. E’ sempre la femmina cha va nel territorio del maschio e mai viceversa.

Ora l’allevatore proprietario dello stallone può chiedere di essere pagato per la monta oppure può chiedere la prima scelta sui cuccioli che nasceranno. Se non volete pagare ma dare un cucciolo dovete dichiararlo subito e l’allevatore deve essere d’accordo. In caso di pagamento questo va fatto al momento stesso della monta e l’allevatore dovrà consegnarvi anche copia del pedigree del suo maschio e il modello A per la richiesta di iscrizione della futura cucciolata all’enci,firmata e compilata per quanto riguarda la sua parte(sarà comunque sua cura erudirvi su come funziona tutta la documentazione, quando e come va presentata e tutto il resto). Altrimenti,se si è deciso per il cucciolo,questa pratica può anche essere fatta successivamente.

Qualora la cagnolina non rimanesse incinta avrete diritto ad un altro tentativo al calore successivo,ovviamente solo dopo aver presentato regolare certificato del medico veterinario che dichiara ilo stato di non gravidanza. Se però la cagnolina rimane incinta,i cuccioli nascono ma muoiono per vostra incuria nei giorni successivi il proprietario del maschio non vi deve nulla.

Se tutto è andato a buon fine dopo 58-60 giorni nasceranno i vostri cuccioli di cavalier king!anche in questo caso se vi siete rivolti ad un allevatore questo avrà piacere nel seguirvi per tutti i 60 giorni della gestazione,esservi di supporto durante il parto e aiutarvi nella gestione della cucciolata consigliandovi su come sistemare la cagnolina per il parto e come gestire la cucciolata per i 60-70 giorni in cui i piccoli saranno a casa vostra prima di essere ceduti.

Se si è deciso di dare un cucciolo come pagamento questo verrà consegnato all’allevatore a 60 giorni,con le prime vaccinazioni eseguite e con il microchip.

Fare una cucciolata è un investimento economico, ma anche di tempo, notevole. Dobbiamo essere certi di quello che facciamo e farlo con coscienza. Potrebbero nascere 4 cuccioli perfetti,potrebbero nascerne due come potrebbe volerci un taglio cesareo,i cuccioli potrebbero morire e la madre potrebbe non avere il latte. Sono molte le complicazioni a cui potremo andare incontro e dobbiamo essere preparati e metterle in conto. Potremo trovarci ad aver speso 1500 euro tra monta e parto cesareo e certificazioni e non avere nemmeno un cucciolo. Anche se tutto dovesse andare bene dobbiamo considerare che la cucciolata va mantenuta e i cuccioli vanno dati con molti trattamenti sanitari effettuati che hanno anch’essi un costo…Quindi se credete di fare una cucciolata per guadagnarci sopra..beh signori miei mi dispiace deludervi ma il guadagno sarà piuttosto misero rispetto alle tante ore investite. Purtroppo nel Cavalier King le cucciolate numerose sono rarissime mentre è molto frequente trovarsi con due cuccioli o dover ricorrere a un cesareo se non esperti. Insomma se decidete per tale passo siate pronti ad affrontare un grande impegno ma senza dubbio anche un immensa gioia!

Quando il “cavalier King”non vuole uscire di casa

 

 

 

Amici ho letto questo articolo di Valeria Rossi sull’argomento(ovviamente parla di cani in generale) e siccome non avrei saputo scriverlo meglio ve lo ripropongo perché è un tema ricorrente nei cuccioli di Cavalier kIng!;-)

 

di VALERIA ROSSI – A noi sembra stranissimo: invece di essere felice come una pasqua quando lo portiamo a passeggio, il cucciolo (e a volte il cane adulto) si impunta, si pianta, si rifiuta di camminare… per poi partire invece a trecento all’ora se torniamo in direzione di casa.
La cosa ci manda solitamente fuori di testa, perché è davvero seccante.
Ci ripetono tutti continuamente che il cane deve uscire, che ha bisogno di passeggiare, che deve socializzare e vedere il mondo… e lui si rifiuta di farlo! Sono tutti matti quelli che ci dicono queste cose, oppure è matto lui?
Nè l’una, né l’altra cosa.
Se il cane rifiuta di uscire i casi possono essere soltanto due:
a) ha appreso una routine, un pattern comportamentale, un’abitudine – chiamatela come volete – che non intende cambiare perché si è assuefatto a quella e ci si trova bene;
b) ha paura del mondo esterno.
Molto spesso, in realtà, i due fattori concorrono e si sovrappongono: per esempio nei cuccioli con veterinari allarmisti, che impongono ai proprietari di “non farli uscire finché non hanno finito le vaccinazioni”. Il che non ha molto senso neppure dal punto di vista sanitario, ma è proprio deleterio da quello comportamentale.
“Finire le vaccinazioni” significa rimanere trincerati in casa almeno per tre mesi, se non quattro (dipende dal protocollo usato da vet): ovvero, “bruciarsi” proprio il periodo ideale per la socializzazione.
Ricordiamo ancora una volta che dopo una settimana circa dalla prima vaccinazione il cucciolo è coperto dagli anticorpi: i richiami servono soprattutto a prolungare l’azione del vaccino, non a potenziarla. O meglio: un po’ di potenziamento esiste, ma è minimo e non è certamente quello a fare la differenza.

Certamente nessun cucciolo – neppure dopo aver completato l’intero ciclo – andrebbe mai portato nell’equivalente canino dei peggiori bar di Caracas: non deve giocare con cani sconosciuti (che potrebbero non essere vaccinati), non deve frequentare altri cuccioli provenienti da negozi e cucciolifici (i cuccioli dell’Est sono i maggiori diffusori di virus letali: dispiace dirlo, perché anche loro dovrebbero socializzare, povere stelle… ma stategli alla larga se non volete rischiare che il vostro piccolo venga a contatto con ceppi di virus “stranieri”, contro i quali a volte neppure i normali vaccini sono efficaci: quindi chiedete sempre la provenienza dei cani con cui pensate di far giocare il vostro), non deve bazzicare fogne, discariche e altri graziosi posticini del genere, in cui potrebbero annidarsi i topi (che possono essere portatori di leptospirosi).
Ma in giro per la città, ci può andare; al campo di addestramento, dove i cani sono tutti sicuramente vaccinati e controllati, ci può andare. Insomma, con un minimo di precauzioni il cucciolo può, anzi deve uscire di casa dopo aver fatto il primo ciclo di vaccinazioni.
Se non esce, non socializza; se non socializza, avrà timore di tutto ciò che non conosce; se avrà timore di ciò che non conosce, non vorrà più uscire di casa perché solo lì pensa di potersi sentire al sicuro… ed ecco che si rientrerà nel caso b).

A volte, però, il cane rifiuta di uscire non perché sia impaurito dal mondo, ma solo perché sta troppo bene in casa sua: perché i cani sono abitudinari, molto abitudinari, ed ogni variazione delle proprie routine viene vista come una grossa seccatura.
L’adulto che rifiuta di allontanarsi da casa, comunque, è quasi sempre solo impaurito: succede soprattutto ai cani che provengono da canili e rifugi, per i quali il mondo è un enorme mistero che non hanno nessuna voglia di scoprire.
D’altro canto, sono vissuti per anni in un unico ambiente nel quale si sentivano sicuri: ora ne sono stati estratti (a viva forza, dal loro punto di vista) e all’inizio questo per loro è stato uno choc, ma per fortuna hanno scoperto di essere finiti in un nuovo ambiente protetto e sicuro. Ora… va bene così, grazie! Non ritengono di avere alcun bisogno di visitarne altri.
Chi ha letto o visto “Le ali della libertà” ricorderà sicuramente la figura del vecchio Brooks, il detenuto che si uccide quando gli viene concessa la liberà condizionata, perché non riesce ad affrontare il mondo fuori dalla prigione in cui è vissuto per tantissimi anni. Le persone come lui vengono definite “istituzionalizzate”: e la stessa identica cosa succede ai cani. Dopo anni ed anni di canile, spesso sono letteralmente incapaci di adattarsi ad un mondo diverso: quindi rifiutano di affrontarlo, impuntandosi ogni volta che i loro umani si illudono di “portarli a divertirsi”.
Divertimento? Macchè!  Per loro, uscire dal porto sicuro rappresentato dalla casa è un vero e proprio trauma.

Che fare, per risolvere questo problema?
Innanzitutto mettersi il cuore in pace e armarsi di infinita pazienza, perché in alcuni casi ne servirà veramente tanta. Meno col cucciolo: lui, solitamente, supera l’impasse in pochi giorni.
Ma un adulto può impiegare anche diversi mesi… e non bisogna mollare. Se abbiamo scelto di “salvare” un cane dal canile, sicuramente vogliamo dargli una vita piena, piacevole, ricca: altrimenti tanto valeva lasciarlo dove stava.
Ma tra tenerlo chiuso in casa e lasciarlo in canile… non è che ci sia tutta ‘sta differenza.
Sì, certo, mangerà meglio, sarà curato meglio e prenderà più coccole: ma la vita non è fatta solo di queste cose. La vita è fatta di esperienze.
Se ci arrendiamo e non gli permettiamo di viverle, illudendoci che lui “sia più felice così” (la più classica delle scuse che troviamo con noi stessi quando non riusciamo ad ottenere risultati concreti), l’avremo “salvato” solo per metà.
Quindi, imperativo numero uno: non arrendersi (e non raccontarsi le favolette da soli). E’ vero che alcuni casi sono davvero irrisolvibili (ne parleremo tra poco), ma prima di mollare bisogna provare con tutte le proprie forze e con tutti i possibili mezzi, perché riuscire a superare il blocco significa scoprire un cane completamente nuovo e infinitamente più felice.

I passi da compiere sono i seguenti:
a) prima di tutto, costruite un rapporto di stima e di fiducia: se non c’è questo, non si va da nessuna parte:
b) soprattutto con cuccioli e cani giovani, cercare l’”esca” più interessante del mondo, con la quale provare ad invogliarli a seguirvi nel mondo esterno. Cibo, se il cane è molto goloso (e se non lo è… un giorno di digiuno non uccide nessuno, ma può rendere più allettante l’idea di uscire per ottenere la pappa); gioco, se ama follemente un giocattolo; un altro cane, se ha molta confidenza e si fida di lui. In ogni caso, state attenti a non rinforzare le manifestazioni di timore/cocciutaggine e affini. Accarezzare il cane quando si impunta può significare, per lui, “l’umano è contento se mi pianto”. Invogliatelo, adescatelo, sussurrategli paroline invitanti… ma premiatelo SOLO quando ha smesso di fare resistenza, e mai mentre la sta facendo.
A volte, purtroppo, nulla di questo funziona (perché i cani hanno la testa mooolto dura, quando vogliono).
E allora, semplicemente…
c) si passa a maniere meno gentili e più decise. Non proprio “forti” e sicuramente non “violente” (MAI, per nessun motivo al mondo, perdere la pazienza con un cane che è già sotto stress!), ma decise sì.
Non vuoi camminare sulle tue gambe? Ti prendo in braccio e ti porto fuori di peso.
Pesi cinquanta chili e non posso prenderti in braccio? Allora ti tiro, dolcemente e senza farti alcun male, ma perdiana vieni con me, perché io ti porto in posti bellissimi a fare cose piacevolissime.
Attenzione: la seconda parte della frase è fondamentale.
Forzare un cane timido a uscire per poi portarlo dal veterinario o dal toelettatore è il modo migliore per convincerlo che faceva benissimo a fare resistenza.
Quando si costringe il cane a mettere il naso fuori di casa, questo naso dovrà percepire profumi deliziosi: quelli di un grande prato su cui correre, quelli di adorabili cagnette con cui fare amicizia e così via.

All’inizio ci si potrà anche accontentare di qualche passo, magari timido e con la coda tra le gambe: ma non si deve mai pensare “ecco, guarda com’è impaurito, poverino, guarda che faccia fa… io lo riporto in casa! Perché devo tormentarlo costringendolo a fare qualcosa che odia?”.
Non si deve cedere a questa tentazione, perché in realtà il cane lo “tormentiamo” solo per fargli superare lo stress iniziale (che è, tutto sommato, assai relativo: dopotutto non gli succede niente di male!) e per fargli scoprire che il mondo è un posto bellissimo, in cui ci si può giocare, fare nuove conoscenze, arricchire la propria vita.
Dopo poche “lezioni”, comunque, bisogna assolutamente portare il cane a divertirsi: altrimenti lui penserà che il gioco non vale la candela.
Che gusto c’è a superare il timore di uscire, per poi fare soltanto il giro dell’isolato al guinzaglio? Sai che gusto!
Se portarselo “a traino” troppo a lungo diventa improponibile, limitatevi a farlo arrivare fino alla macchina, caricatelo e andate nel posto più piacevole che vi viene in mente (e se ha paura anche dell’auto, pazienza: supererà anche questa, perché neppure in macchina gli succederà niente di male… e il cane non è uno stupido: se ne rende conto benissimo).
Se non avete prati e/o boschi nelle vicinanze, o se pensate di non poterlo liberare dal guinzaglio perché temete che possa fuggire, la soluzione ideale è il campo di addestramento, recintato e quindi sicuro.
Per le prime volte non si dovrà tenere alcuna lezione, ma soltanto liberare il cane – e, se è amichevole con i suoi simili, farlo giocare con qualche amico (meglio se di sesso opposto).
Dopo le prime uscite, però, provate a farlo lavorare un po’ (sempre giocando, ovviamente): resterete stupiti scoprendo che a moltissimi cani questo piace ancor più che gironzolare liberi.
La stragrande maggioranza dei soggetti – siano essi cuccioli mal socializzati, adulti “istituzionalizzati” o semplici cani viziati – è in grado di superare il timore del mondo esterno: e dopo un po’ di tempo (a volte dopo molto tempo, lo ripeto, se si tratta di un adulto o di un anziano) forse vedrete che il cane comincia a tirare per uscire e non per rientrare.
A quel punto sarete entrambi molto, ma molto più felici, e vi renderete conto (entrambi!) che valeva le pena di fare tutta quella fatica.

In un solo caso è consentito arrendersi: quando si tratta di cani molto anziani che hanno passato gran parte della loro vita in canile. Quelli realmente “istituzionalizzati”, insomma.
Se dopo cinque-mesi di tentativi non si è ancora ottenuto il minimo risultato, il caso è probabilmente senza speranza.
So già che mi farò maledire da millemila volontari per questo… ma in realtà io penso che i cani istituzionalizzati (e sia chiaro che non sto dicendo “tutti i cani anziani”: sto dicendo soltanto “quelli istituzionalizzati”. Non sono assolutamente sinonimi!) non dovrebbero neppure essere messi in adozione, perché per loro è meglio rimanere dove stanno, visto che solo lì si sentono al sicuro.
Se però ve lo siete preso, un cane così, e se dopo diversi mesi non avete ottenuto alcun miglioramento… allora cercate di dargli una vita sufficientemente dignitosa tra le mura di casa e rinunciate all’idea di ottenere di più.
Sei/sette mesi, per quella che è la mia esperienza, è il tempo limite per i cani che hanno più di dieci anni.
Con quelli più giovani di così, al contrario, personalmente suggerisco di insistere anche per più di un anno, perché ho visto arrivare risultati davvero eclatanti anche dopo tempi così lunghi (e dopo che gli umani avevano perso ogni speranza).
Ricordiamo che tutti i cani sono animali pieni di risorse: e se si ha abbastanza pazienza, in un modo o nell’altro riusciranno a tirarle fuori. I casi in cui si può alzare bandiera bianca sono davvero rarissimi… mentre molti, troppi umani la alzano molto prima di quanto sarebbe lecito, pensando di farlo per amore del cane e privandolo, invece, di gran parte di ciò che rende la vita degna di essere vissuta.

 

Il Cavalier King:come insegnargli a sporcare fuori

Dobbiamo innanzitutto sapere che un cucciolo di Cavalier King ci metterà dai due ai quattro mesi per imparare a non sporcare mai in casa…Un po’ perché a 60-70 giorni,età in cui di norma arrivano nelle nuove case,non sono proprio in grado di trattenersi un po’ perché dovranno abituarsi al nuovo ambiente,alle nuove persone e vincere quelle che sono paure ataviche. Si perché nella loro testolina di cucciolo l’istinto gli dice che lasciare tracce di loro stessi(quindi pipì o popò)significa esporsi a tutti i predatori possibili e immaginabili cosa quindi molto rischiosa. Avranno bisogno di tempo per capire che di predatori in quella zona non ce ne sono e che possono sporcare tranquillamente. Molto spesso le persone commettono l’errore di uscire con il cucciolo e portarlo a spasso per mezz’ora un ora,fermandosi sempre in punti diversi e tirando il cane appena mette il naso a terra. Niente di più sbagliato!E’ infatti fondalmentale scegliere un punto del parco,portarlo sempre lì e lasciare il cucciolo annusare tutta l’area. Vi annoierete a morte?ebbene si! ma fatto un giorno,due giorni,tre giorni,una settimana si annoierà pure lui e deciderà che tutto sommato può anche fare una pipì(per la pupù ci vorrà un po’ più di coraggio,stiamo pur sempre parlando di un cucciolo di cavalier king).

Ovviamente se il cucciolo è libero di sporcare in casa quando e come gli pare sarà difficile che fuori abbia qualcosa da fare quindi il consiglio è di portarcelo immediatamente dopo che avrà mangiato…Sappiamo bene infatti che di norma un cucciolo mangia e dopo 15 minuti circa deve fare i suoi bisogni. Preparatevi,le prime volte non farà assolutamente nulla,arriverà a casa e la mollerà sulla prima traversina che trova(sempre che ci arrivi).

E’ chiaro che dovrete essere generosi di complimenti ogni volta che sporcherà fuori e molto arrabbiati quando sporcherà in casa…Da cucciolo il Cavalier King si mortifica per nulla ed è facile farlo sentire a disagio. A quanti di voi staranno pensando”ah no il mio no, ha un caratterino!!”due sono le cose:o il vostro non è un vero cavalier king(se viene da negozio o privato altamente probabile)oppure siete voi ad avere ZERO credibilità per il vostro cane. Cresco cuccioli di cavalier king da 14 anni e non ce ne è stato mai uno che non si mortificasse per un urlaccio. Di norma a casa mia a 4 mesi le pipì e le popò in casa sono rarissime,da voi non si pretende certo questo ma a 6 mesi il vostro cane dovrebbe sporcare molto più fuori che in casa,altrimenti sarà il caso di rivedere un po’ di cose.

 

E’ importante la costanza e la coerenza,il cucciolo va sempre sgridato quando fa i bisognini dove non deve. Se iniziamo a sgridarlo una volta si e una no non ci capirà più nulla…per il cane è importante avere poche regole ma ben chiare.

 

Il nostro consiglio è di tenere il vostro cucciolo di cavalier king circoscritto in un area ben definita quando non vi è possibile seguirlo. Preferibilmente un piccolo box da casa dove ci saranno le sue traversine,la ciotolina dell’acqua e della pappa,una cuccetta e dei giochi. Tale box avrà una porticina che sarà aperta quando noi saremo in casa e chiusa quando saremo fuori casa. Quello sarà il suo posticino ed è lì che dovrà sporcare quando sarà in casa e lì dovrà imparare a stare buono ed educato tutte le volte che noi non potremo stargli dietro per “educarlo”. Ovviamente questo piccolo box sparisce quando il cucciolo avrà circa 6 mesi e avrà ben chiaro cosa può e cosa non può fare in casa. I cuccioli sono come i bambini,non hanno idea dei pericoli e lasciare un cucciolo libero di girare per la casa incustodito può essere pericolosissimo per lui oltre che molto diseducativo(i casi di cuccioli che si sono avvelenati con medicine lasciate sul tavolino,oppure morti per una spugna mangiata non si contano). Nel suo box dovrà anche mangiare,così siamo certi che sporcherà lì e non in giro per casa. Si condizionerà in questo modo a sporcare nel punto della casa da noi deciso e non ovunque e piano piano si inizierà l’addestramento a sporcare fuori.

Molti credono che chiudere  il cucciolo di cavalier king in una stanza sia meglio del recinto. Ho sperimentato anche questo e devo dire che io lo trovo molto più complicato come sistema. Capita e capiterà anche a voi di essere in casa ma  non avere modo di seguire il piccoletto e decidere quindi di chiuderlo per stare più  tranquilli che non si faccia male e non faccia piccoli danni.Se lo si mette in un box sta lì e ci guarda ed è comunque in nostra compagnia,se lo chiudiamo in un altra stanza invece piagnucola perché giustamente si sente solo. Per 4 mesi credo si possa fare il sacrificio di tenere questo piccolo box in casa(occupa circa un rettangolo di 1 metro per 50 cm).

Ovviamente poi ogni cucciolo,se pur sempre di cavalier king, è diverso come ogni proprietario. Quindi certi casi vanno visti e seguiti singolarmente. Proprio per questo facciamo questi incontri mensili con i nostri clienti nei parchi di Roma,per valutare meglio caso per caso il da farsi. Spesso ci si spiega bene anche con una telefonata,altre volte se vediamo come interagite con il vostro cucciolo possiamo correggervi e consigliarvi meglio. Queste sono indicazioni generali che se ben applicate risolvono il problema bisogni nell’80% dei casi.

Quando il cavalier king è cucciolo e lo vediamo così piccolo e tenero non ci rendiamo conto di come sarà quando non sarà più una palletta adorata ma un cane adulto,magari di due anni che fa una certa quantità di pipì e pupù e quello che ora ci sembra un problema da niente può diventare un problema molto serio a cane adulto. Un cane adulto si educa con più difficoltà e rientrare in casa stanchi e dover anche pensare a pulire dai bisogni del cane vi assicuro che è tutt’altro che divertente e potrebbe creare notevoli conflitti a lungo andare. Essere più rigidi ora che i vostri cavalier king sono cuccioli gli assicurerà di rimanere sempre con voi e di essere sempre ben voluti e amati da tutti,compresi amici e parenti se un giorno mai dovreste avere necessità di lasciarglieli!

 

 

 

Cavalier King:riflessione sulla sterilizzazione e sulla castrazione

Che si abbia una femmina o che si abbia un maschio prima o poi questa domanda ce la poniamo un po’ tutti… I motivi sono svariati e personali:ci si stanca di quelle due volte all’anno in cui la nostra cagnolina diventa interesse per tutti i maschi del circondario,ci si stanca del nostro maschio che alza la zampa ovunque o impazzisce alla prima cagnetta che annusa. Oppure perché l’amica o la cugina ha detto così e il veterinario colà. Insomma a un certo punto dobbiamo decidere sul da farsi…Molto spesso i proprietari del maschio commettono il grave errore di pensare di far accoppiare il loro cane convinti di fargli cosa gradita ed entrano così in uno spirale di problemi senza uscita.Le padroncine delle femmine o si fanno convincere a sterilizzarle a 6 mesi(orrore)oppure provano a fare una cucciolata che risulta essere molto più impegnativa di quello che si crede e i risultati sono purtroppo molto spesso deludenti…

Ma soffermiamoci un po’ a riflettere insieme. Che il cane sia diretto discendente del lupo penso che si ormai risaputo da tutti. Come funziona nel branco di lupi il fenomeno dell’accoppiamento?Nel branco ci sono un maschio alfa e una femmina alfa,solo questi due si riproducono in tutto il branco e per tutta l’esistenza del branco. Le altre femmine hanno la funzione di allattare i cuccioli(grazie alle gravidanze isteriche)della femmina alfa in caso di morte di quest’ultima. Gli altri maschi si limitano a svolgere funzioni di caccia e protezione dei piccoli che sono “di tutti”. Il maschio che non si fa andare bene tale regola sfida il maschio alfa,se vince ne prende il posto altrimenti torna al suo posto o diventa il reietto,lupo solitario,che vaga per i boschi alla ricerca del “suo”branco”…ammesso che riesca a crearsene uno.

Questa è la natura e alla natura noi esseri umani rispondiamo come rispondono i cani.Per cui se un maschio non si accoppia mai nella sua vita ne trae le conclusioni,semplicissime,di non essere lui il capobranco. Passati i tre anni si dimentica perfino la cosa e a 4 anni non sarebbe neanche in grado di montare da solo anche con una femmina disponibile davanti. Se invece  vince il nostro “umanizzare” e decidiamo di fare questo “regalo”al nostro cane beh…lo condanniamo senz’altro a ben più grosse sofferenze. Una volta sperimentato quello di cui si tratta nella loro testolina cambia inevitabilmente e per sempre qualcosa,qualcosa che nn potremo più sistemare. Se possiamo garantire al nostro cane almeno 3 accoppiamenti sicuri all’anno va bene anche così ma sappiamo tutti bene che almeno che il nostro non sia stallone di allevamento o campione stra-titolato, e quindi richiesto da tutti gli allevamenti di Italia, la cosa è mooolto improbabile se non che impossibile. Quanti privati sono disposti a far accoppiare la loro cagnolino da un maschio senza alcun test professionale che ne comprovi la salute e senza alcuna assistenza per la crescita dei cuccioli e del parto?Un privato di solito si rivolge volentieri all’allevatore se proprio proprio decide di far accoppiare la sua amata cavalier king,perché molto spesso allo stesso prezzo/condizione imposto da voi da un assistenza che ovviamente voi non potete dare non essendo il vostro mestiere. Compreso l’aiuto per la sistemazione dei cuccioli.

Quindi facciamo accoppiare il nostro amato cavalier king una due volte e poi?e poi poveraccio quello passerà la sua vita a sognare quella cosa che ormai sa cosa è,e farà di TUTTO per poterlo rifare,compreso scappare dal vostro appartamento o giardino alla ricerca di una femmina in calore. Trattandosi di Cavalier King non sto tanto a spiegare cosa significhi poi nella sua testa aver svolto un ruolo da “capobranco”(l’accoppiamento) perché per fortuna anche se si montano la testa è abbastanza facile rimetterli a loro posto. Per chi è di cuore troppo buono avverto:inizierà ad abbaiare e a tirare come un ossesso a ogni femmina interessante che troverà,inizierà a fare la pipì in ogni pertugio di casa e diventerà attacca brighe con gli altri maschi…non continuo la lista perché appunto si tratta di Cavalier King e più di tanto non fanno(grazie al cielo!).

E la femmina?Qui vi invito a riflettere donne e uomini ma soprattutto donne…sterilizzare una cavalier king al suo primo calore è ormai la tendenza generale…Ma cosa comporta?Ora anche se non siete medici,anche se non avete studiato nulla sull’argomento saprete l’importanza che hanno gli ormoni nello sviluppo di un adolescente e non solo. A 6 mesi un cane è appena entrato nell’adolescenza…vi sembra sensato o giusto metter fine ai processi ormonali prima a ancora che il cane abbia effettivamente sviluppato?In questo caso vi chiedo di “umanizzare”l’animale ma solo sotto il punto di vista biologico. Voi sterilizzereste vostra figlia prima dell’arrivo del ciclo?E inoltre quando noi donne andiamo in meno pausa(quindi cessano le nostre attività ormonali)a cosa andiamo incontro?

Ho potuto constatare personalmente un invecchiamento precoce spaventoso nelle cagnolino sterilizzate prima del tempo. Senza contare il cambiamento di umore e di vitalità,la tendenza ad ingrassare e tutto il resto. Mi dispiace signori ma io non vedo nella sterilizzazione precoce la panacea di tutti  i mali…anzi.

 

Dopo tanti anni di osservazione e tanti studi personali mi sento di darvi questo consiglio…Ai proprietari dei maschi,se avete un Cavalier kIng lasciatelo così come è e magari pensate a una castrazione(se necessaria per altri motivi di tipo caratteriale o di convivenza con una femmina)dopo i 3 anni,se non vi da motivo lasciatelo anche integro dovrete sopportare solo i primi tre anni poi troverà la sua “pace dei sensi”. Se avete una femmina o mettete in conto una cucciolata(vi consiglio sempre di rivolgervi ad allevatori per assistenza e consigli perché nn  è una cosa che si fa con leggerezza con la tipa incontrata al parco,si hanno delle responsabilità verso i cuccioli che nascono e verso le famiglie che li accoglieranno e una vostra leggerezza potrebbe costare cara ad altri)oppure lasciate tranquilla la vostra cagnolina fino ai 5-6 anni poi se lo riterrete opportuno potrete pensare a una sterilizzazione.

Nonostante le campagne fatte dai veterinari (che sono comprensibili quando si parla di meticci perché si evita che figlino a non finire e vadano a riempire i canili già stracolmi) sembra non ci sia una reale diminuzione dei casi di tumore tra le  femmine sterilizzate a 6 mesi e quelle lasciate integre fino ai 5-6 anni.

 

Signori queste sono le mie riflessione,senz’altro non di parte né imboccate da nessuno..ora a voi la scelta. Ognuno è giusto decida con la propria testa,io ho voluto darvi un parere sopra le parti dettato da 30 anni di esperienze per aiutarvi a districarvi tra la mole di informazioni che si trovano sul web e mirate senz’altro a far del bene ai vostri cavalier king.

A presto

Il Cavalier King e l’alimentazione

L’alimentazione dei nostri amici a quattro zampe è diventato oggi un problema piuttosto serio,problema che negli ultimi anni ha avuto un aumento esponenziale. Senz’altro è tra le domande che più frequentemente ci vengono poste da chi ha un nostro Cavalier King ma anche da chi ha altre razze.Finchè parliamo di cuccioli,fino a circa 6 mesi non sembrano esserci particolari problemi fino a quando,ben o male tutti ,iniziano un vero e propio sciopero della fame. Cominciano a mangiare sempre di meno e a nulla sembra servire farli stare anche 3 giorni a completo digiuno…alcuni arrivano a una settimana ma delle loro crocchette non ne vogliono iù sapere. Un tempo si risolveva passando,magari un po’ precocemente,alla linea per adulti,credendo il problema fosse la “pesantezza”a livello proteico delle crocchette destinate ai cuccioli. Si andava avanti quindi per altri 2-3 mesi con le nuove crocchette e poi si ricominciava con l’inappetenza. Abbiamo pensato fossero i proprietari di questi cagnolini a essere un po’ troppo generosi distribuendo magari troppi spuntini nella giornata,abbiamo pensato non che non ci raccontaste proprio tutta tutta la verità e che si trattasse di capricci ,almeno fino a quando il problema è iniziato ad essere “serio”anche per noi,con i nostri cavalier king di casa…

Le industrie alimentari che producono e commercializzano le crocchette e il cibo in scatola per cani ci assicurano un ottima qualità e hanno creato ormai linee per ogni esigenza:anziano,sterilizzato,con problemi ai reni,crocchette piccole,medie grandi e chi più ne ha più ne metta e in questo idilliaco panorama non sembra quasi possibile che i nostri cani non gradiscano tanto ben di dio. Allora si passa all’umido(che costa un occhio della testa se davvero di qualità)oppure si inizia ad aggiungere un po’ di tutto alle crocchette sbilanciando davvero a quetso punto il loro valore nutrizionale. Eh si perché in questi benedetti cibi già pronti dovrebbe essere garantito un certo quantitativo di proteine,carboidrati,vitamine ecc e aggiungendo non si sa bene cosa non sappiamo poi effettivamente quanto e di cosa stiamo dando al nostro cane.

Insomma amici,davvero una bella confusione!Io una mia idea me la sono fatta riguardo tutto ciò semplicemente ponendomi una domanda:Ma se nei nostri cibi precotti e nelle nostre scatolette mettono tutte le “schifezze”che ben sappiamo e di cui ogni tanto esce qualche scandalo…cosa pensiamo mettano in questi deliziosi cibi per animali??Come mai fino a qualche anno fa i cani queste cose le mangiavano e oggi dopo 6 mesi non ne vogliono più sapere e si fanno piuttosto morire di fame?qualcuno dirà”beh si stancheranno di mangiare sempre la stessa cosa”…e allora come mai se invece gli cuciniamo anche proponendo più o meno sempre lo stesso cibo di quello non si stancano mai?Senza contare i fenomeni sempre più diffusi di intolleranze alimentari che riempiono le tasche di tanti studi veterinari che fanno duemila controlli sul vostro cane quando a volte basterebbe davvero molto poco…

Io sono per un alimentazione sana e il più naturale possibile. Mi rendo conto che non tutti hanno quei 15 minuti per preparare la pappa al cane,allora quanto meno vi propongo di farlo per due sere a settimane o cmq tutte le volte che vi è possibile. Cosa preparargli?semplice carne bollita con riso soffiato specifico per cani e qualche verdura,con un cucchiaino di olio di semi di lino o olio di oliva. Non ci vuole molto a garantire una vita più lunga e serena al nostro cane e vi assicuro che se i croccanti diventano un eccezione da proporgli quando si è in viaggio o quando proprio non si ha tempo il cane li mangerà senza fare problemi.

Fidiamoci dell’istinto del nostro cane…i cani sono in grado di sentire cose che noi ignoriamo,scoprono tumori,si riescono ad addestrare perfino a dare l’allarme se la glicemia sale troppo in un diabetico,ricercano persone disperse…secondo voi non sono in grado di sentire qualcosa che proprio non va in questi deliziosi cibi che le industrie preparano con taaanto amore per loro?Io ci penserei….

A presto amici!

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